|
|
| |
|
23 Maggio 2012
Le Dirigenze dei Partiti sono indifferenti agli elettori.
I risultati delle ultime amministrative non hanno insegnato nulla
ai Partiti che, per l’ennesima volta, hanno dato ulteriore
linfa all’antipolitica decidendo che il finanziamento pubblico
non va tolto ma va solo dimezzato. Sempre per non smentirsi il provvedimento
non riguarderà l’ultima tranche di luglio 2012 e solo
Italia dei Valori e Lega hanno votato contro dimostrando sensibilità
al malumore che gli elettori hanno chiaramente manifestato.
In Gran Bretagna: Il rimborso è di 5 milioni
di euro
In Germania: C'è un limite al rimborso pubblico
che si attesta sui 133 milioni annui, comprensivi di autofinanziamento
dei partiti. Chi sgarra rischia il carcere dai 3 ai 5 anni.
In Spagna: Il tetto massimo mai raggiunto per i
finanziamenti ai partiti è pari a 82 milioni di Euro contro
i 6 miliardi Italiani.
In Francia: Il limite massimo per i finanziamenti
è di 80 milioni di Euro
In Italia: sarà di 91 milioni di euro annui
Considerato che oggi le casse dei partiti italiani sono stracolme
di soldi (nostri) mentre il Paese soffre di una crisi profonda è
assolutamente irresponsabile non prevedere un blocco dei rimborsi
almeno fino ad esaurimento delle scorte accumulate. Comunque noi
dell’Italia dei Valori siamo pronti, per questo autunno, alla
raccolta firme per indire un referendum che abolisca il finanziamento
pubblico di tutti i partiti e per quanto riguarda la tranche di
luglio verrà devoluta ai lavoratori in difficoltà
e in queste ore si sta discutendo se non è il caso di darli
ai terremotati. |
|
11 Maggio 2012
LE CARIATIDI della POLITICA STANNO UCCIDENDO LA POLITICA.
Grillo è un sintomo non la malattia! La malattia sono le
dirigenze politiche dei partiti che si scambiano le poltrone ma
non vogliono saperne di lasciare il palcoscenico. Occorre una legge
che obblighi il cambio della guardia proponendo un termine improcrastinabile.
A riprova di quanto detto è il Movimento “5 stelle”
che ha presentato una moltitudine di giovani decisi a partecipare
in modo attivo alla vita politica mettendoci la loro faccia e assumendosi
responsabilità; mentre, nei Partiti tradizionali, i giovani
sono messi in panchina in attesa che uno degli oligarchi si accorga
di loro. Sicuramente per fare politica e per farla bene non ci si
può improvvisare ma bisogna fare un percorso di formazione
che permetta di entrare con un bagaglio di competenze che consentano
di confrontarsi portando il livello del rapporto alla pari dignità.
La scuola politica, che era un’istituzione nei partiti quando
erano poveri , oggi, che sono ricchi, non è più di
moda in quanto l’unica scuola rimasta è quella di come
ci si deve comportare per fare tanti soldi in poco tempo dimostrando,
con l’esempio, che tutto il resto è relativo e contingente.
Bene fa Grillo ad obbligare i sui adepti a non presentarsi in televisione
perché nel confronto con i soloni della politica sarebbero
sicuramente messi in difficoltà nel dover sostenere le loro
tesi proprio a causa della insufficiente preparazione. Questa impreparazione,
che inizialmente può essere interpretata come una virtù,
in realtà può diventare un boomerang quando si è
messi alla prova in quanto amministrare bene la cosa pubblica è
molto complicato particolarmente in un sistema, come quello attuale,
dove imperano furbi, faccendieri e imbroglioni. Dalle ultime Amministrative
si evince chiaramente l’inadeguatezza dell’attuale classe
politica dirigente che per venti anni ha seguito l’agenda
politica del “berlusconismo” portando lo scontro politico
al livello di “guelfi contro ghibellini” senza preoccuparsi
minimamente di pensare ai presupposti da mettere in campo una volta
finita l’era Berlusconi. La risultante di questa incapacità
è il Movimento 5 stelle.
|
|
13 Aprile 2012
La Lega Nord un dilemma tutto italiano.
Nell’ostentato tentativo di far pulizia è sempre più
difficile capire cosa si annida dietro i mormorii sconclusionati
di Umberto Bossi e cosa accade dietro le nebbie che cercano di proteggere
il giovane della famiglia Bossi meglio conosciuto con un lemma ittico.
Da più di venti anni la Lega Nord cerca una giustificazione
della sua esistenza avvalendosi di figure leggendarie come Alberto
da Giussano che si prodigava alla difesa del territorio contro l’esercito
imperiale del Barabrossa. Una sorta di William Wallace. Una strumentalizzazione
per giustificare un etnonazionalismo che non ha mai prodotto risultati
entusiasmanti. La protezione dell’ex Presidente del Consiglio
è venuta meno e con lei tutti i privilegi e pertanto si è
rotto un meccanismo che aveva permesso ad alcuni ex paladini dell’onestà
di attingere alle casse del partito per le spese personali. Al momento
gli espulsi sono due ma la lista si allungherà in base alle
voci di corridoio che corrono. Dalle tesi sulla supremazia razziale
dei nordisti, alla pestilenza dell’immigrazione osannando
la mediocrità e ritenendo che la furbizia di chi sa imbrogliare
le carte avrebbe preso il sopravvento si è arrivati allo
stupore per le malefatte perpetrate in seno all’alcova domestica
e quelle dei fedelissimi servitori abbigliati di verde. Non so se
Alberto da Giussano, ammesso che sia esistito, approverebbe l’agire
di questi suoi autonominati seguaci che con i loro comportamento
hanno infangato il suo onore. Per quanto riguarda noi italiani dovremmo
riflettere sul fatto che per più di venti anni, con la favola
del Federalismo, i Dirigenti della Lega Nord con la complicità
dell’ex Presidente del Consiglio hanno occupato autorevoli
poltrone (strapagate) senza portare a casa nessun risultato sia
concernente una equilibrata distribuzione fra i vari enti delle
risorse disponibili, un adeguamento della pubblica amministrazione
alle esigenze di un paese moderno, una politica di investimenti
su infrastrutture per portare vantaggi all’esportazione. In
termini molto lombardi hanno scaldato il banco e niente di più.
Non si può concludere senza ricordare quanto la Lega Nord
è costata ai contribuenti onesti che solo con le quote latte
hanno dovuto sborsare cinque miliardi di euro per le multe propinate
dall’Unione Europea, per non considerare i costi delle microscopiche
e fantomatiche Province o delle inutili sedi distaccate dei Ministeri
pochi significativi esempi a cui si potrebbe aggiungere un lista
molto lunga. Se poi ci si vuole documentare in modo più approfondito
è sufficiente acquistare e leggere il libro “Magna
magna Padano” nel quale sono ben descritte le azioni di matrice
familistica dei Dirigenti leghisti che, sino ad ora, nessuno ha
smentito.
|
|
03 Aprile 2012
la Lega Nord perde pezzi e credibilità.
L’ingordigia e l’avidità sono “virtù”
del potere. A quanto pare nessuno ne è immune e anche “i
maestri di moralità” sono stati contaminati cosi che
la Lega Nord rischia di essere ricordata come l’erede dei
vizi e delle qualità della prima repubblica che avevano fatto
la sua fortuna. Il garantismo esasperato dei dirigenti della Lega
comincia ad avere contorni sempre più chiari in quanto il
lavoro dei magistrati sta mettendo in luce questioni che preferirebbero
tenere nascoste ai loro elettori, duri e puri, che fanno sempre
più fatica a capirli e a seguirli. Fatto gravissimo è
che dall’inchiesta in corso, su Francesco Belsito (tesoriere
leghista ed ex sottosegretario), spunta l’ipotesi di collegamenti
con la criminalità organizzata che aveva fatto tanto clamore,
sollevando indignate reazioni, quando si era permesso di parlarne
Roberto Saviano a “Vieni via con me” Bisogna evitare
che questi fatti portino a fare di un’erba un fascio mettendo
in discussione tutta la politica e tutti coloro che la praticano
in un contesto che vede sempre più minata la credibilità
e i valori morali dei politici di professione. Urge intervenire
sui vergognosi rimborsi elettorali, che sono una vera e propria
truffa in quanto non rimborsano ma arricchiscono i tesorieri dei
vari partiti e i politici a loro legati; anche questo è uno
dei motivi della degenerazione che sta distruggendo l’istituzione
democratica dei partiti portandoci lentamente e inesorabilmente
all’anarchia. Noi dell’Italia dei Valori, come abbiamo
più volte dimostrato, siamo attenti ai temi ed alle priorità
di cui questo Paese ha bisogno ed è per questo che abbiamo
proposto l’ennesimo referendum - unica pratica democratica
rimasta per far valere la volontà dei cittadini - per abolire
il finanziamento pubblico ai partiti. Noi ci batteremo per riportare
la politica ai livelli del dopoguerra quando il fare politica era
ad appannaggio delle persone migliori che agivano per servire il
Paese e non per arricchire se stessi come sta avvenendo oggi; solo
cosi si può ridare credibilità alla politica meritando
la stima e la fiducia degli italiani che dovrebbero rimandare a
casa tutti coloro che ci hanno portati al disastro attuale costringendo
gli onesti a pagare i debiti contratti dai disonesti
|
|
 |
|
| |
|
| |
|
|
|