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30 Gennaio
2010
SONO URGENTI RIFORME STRUTTURALI CONTRO PM10
Il superamento dei livelli di PM10 sembra essere diventato una triste
consuetudine nei nostri capoluoghi, che dall' inizio del 2010 hanno
superato il limite previsto dalle legge, i 50 microgrammi/m3. Le
conseguenze dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei
cittadini sono gravissime: aumento dell’asma nei bambini,
incremento delle malattie respiratorie, tumori, impotenza. Per questo
chiediamo che vengano intraprese azioni concrete e strutturali per
la soluzione del problema, a partire dalla mobilità urbana,
visto che oggi in gran parte delle nostre città il trasporto
stradale contribuisce al 70% delle emissioni di PM10, rappresentando
la fonte principale di inquinamento atmosferico. Respirare aria
con meno polveri sottili allunga la vita perché queste polveri,
una volta respirate, aumentano la formazione di placche aterosclerotiche
e inducono fenomeni infiammatori e stress ossidativo che a loro
volta possono facilitare lo sviluppo del cancro, aiutate in questo
anche dai cancerogeni ( metalli, IPA, Diossine) che si concentrano
in queste stesse polveri fini. Per quanto riguarda i tumori polmonari
un aumento della concentrazione di polveri fini (PM2,5) di 10 microgrammi
per metro cubo aumenta la mortalità per cancro polmonare
dal 5 all’ 11 %.Per questo motivo riteniamo che il centrodestra,
che amministra da 15 anni la nostra regione e la maggioranza dei
nostri comuni, debba essere più sensibile al problema e avviare
riforme strutturali che intervengano in modo incisivo e risolutivo
su questo drammatico problema. Ci propinano inutili polemiche sul
“sesso degli angeli” e cercano di far passare sotto
silenzio, o in secondo piano, i loro fallimenti e le palesi incapacità
su temi fondamentali per il reale benessere dei cittadini |
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8 Gennaio
2010
IL GOVERNO PROPONGA LE RIFORME COME SUO DOVERE FARE
Il
Governo deve governare come gli è stato chiesto dai suoi
elettori; quindi, chi lo rappresenta, deve smetterla di invocare
il dialogo ma si rimbocchi le maniche e faccia le proposte da mettere
al vaglio del Parlamento. Il
fatto che una parte dell’opposizione sia disposta a collaborare
è incomprensibile poiché, mancando i minimi presupposti,
ha più il sapore di una resa che non di una collaborazione
paritetica. Questo
rende legittimo il pensiero che ci sia la volontà di convergere
verso un “do ut des” che non riguarda l’interesse
dei cittadini ma gli interessi di chi si trova nella “stanza
dei bottoni” avendo come unico fine quello di voler creare
i presupposti per perpetuare il loro stato. L’Italia
ha bisogno di riforme strutturali, ciò è palese a
tutti, ma le riforme decidono il futuro della Nazione e di tutti
noi, pertanto devono curare gli interessi generali e non di parte.
Se
la maggioranza è coesa, come vorrebbe far credere, avvii
quella proposta di riforme utili al nostro Paese e, se saranno nell’esclusivo
interesse dei cittadini, troverà la massima disponibilità
anche dall’ Italia dei Valori. In caso contrario dovrà
sottoporsi al giudizio dei cittadini come la nostra Costituzione
impone. Già
i padri costituenti avevano previsto che gli uomini politici potessero
non essere all’altezza del loro compito è che si rendesse
necessario far ricorso a chi è l’unico depositario
della sovranità assoluta, non il Premier come alcuni pensano,
ma il popolo. |
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31 dicembre 2009 Lasciamo
riposare in pace Craxi senza mentire sulla sua storia
La
tentata riabilitazione di Craxi è una costante di quei politici
che conservano il rimorso per non averlo voluto difendere quando
era in vita in quanto, facendo parte di un sistema che aveva fatto
della corruzione un metodo nella conduzione della politica, avrebbero
dovuto rispondere alle loro responsabilità.Con tutto il rispetto
che va dato, a chi non è più fra noi, non si può
negare o trasfigurare la loro storia. Chi ha vissuto gli anni del
“craxismo” sa che il clima politico, che si respirava
ovunque, era di creare i presupposti per condizionare la richiesta
di diritti, a chi li avrebbe dovuti conseguire per regola, solo
dietro lauti compensi. Negarlo e negare le responsabilità
di chi aveva creato la struttura di questo sistema è voler
offendere coloro che non si sono lasciati coinvolgere e hanno preso
le distanze, in tempi non sospetti, conservando una memoria che
non è condizionabile da opportunismi. La politica che, ancora
oggi, difende il “craxismo” è la stessa che ci
vuole prendere in giro quando ci racconta che “lo scudo fiscale”
è un successo dimenticando che agli italiani è costato
circa trentamiliardi di euro per il mancato versamento di imposte;
oppure vuole farci credere che tagliare i costi della politica vuol
dire la diminuzione dei consiglieri comunali o delle circoscrizioni
dimenticandosi di tagliare gli stipendi dei parlamentari o dei nominati
alle partecipate; oppure pensa che siamo cosi stupidi da pensare
che non ci si accorga delle fabbriche che chiudono, dei negozianti
“alla canna del gas”, degli artigiani assillati dai
creditori, degli operai dimenticati, degli inquilini che non pagano
gli affitti perché non ce la fanno, dei padroni di casa che
non sanno più a che santo rivolgersi; oppure che cambiare
l’Inno d’Italia sia una priorità. Si chiude un
anno disastroso dove i veri problemi si sono dimenticati con la
convinzione che le soluzioni stiano nel procrastinarli nel tempo;
i politici enunciano scempiaggini per occupare le prime pagine dei
giornali e si tira a campare. Come disse un grande italiano, Eduardo
de Filippo, “a da passà a nuttata” |
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2 dicembre 2009
LA LEGA GOVERNI E LASCI STARE IL CROCIFISSO
La strumentalizzazione che la Lega Lombarda fa del Crocifisso
è, a dir poco, vergognosa. Ricercare consenso rientra nelle
logiche del far politica ma si deve porre un limite che dovrebbe
essere dettato dal solo buon senso. Senza rispetto alcuno per
i Valori nei quali i Cattolici si riconoscono che, da parte degli
esponenti leghisti si riscontrano nei comportamenti personali
e nelle esternazioni, c’è il tentativo di circuire
la buona fede di chi in Gesù Cristo e negli insegnamenti
che ci ha tramandato ci crede seriamente. Difendere il Crocifisso
non vuol dire imporne la presenza ma motivarla con l’insegnamento
e l’esempio, appenderlo ad un muro o inserirlo in una bandiera
non vuol dire valorizzarlo ma, bensì, limitarlo e ghettizzarlo
in quanto è un simbolo universale portatore di insegnamenti
che non possono essere limitati o circoscritti.
Il simbolo della croce deve essere un mezzo per avvicinare gli
uomini, per spingerli al dialogo e all’accoglienza, per
avviare confronti costruttivi e aggreganti; l’imposizione
porta all’allontanamento, allo scontro, alla prevaricazione.
Che la Lega si assuma il suo ruolo di governo del paese risolvendo
i problemi dei cittadini e lasci ai veri cattolici l’impegno
di difendere i simboli e gli insegnamenti in cui credono veramente;
il tutto si può riassumere in quanto ha affermato Gesù
Cristo: “date a Cesare ciò che è di Cesare
e a Dio ciò che è di Dio” (la frase è
in Matteo 22, 16-22 che in Marco 11, 13-17)
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